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31/01
Finalmente partiamo per la Francia! Alle ore 7.15 ci
siamo ritrovati a scuola e dopo aver caricato i bagagli
e salutato i genitori siamo partiti per un
viaggio-scambio durato esattamente 10 ore. In queste ore
abbiamo visto la Sacra di San Michele, molto importante
e consigliata dalla prof. Urso come meta di visita.
Arrivati
ad Aubusson (cittadina importante per la produzione
delle tappezzerie e degli arazzi) ci siamo divisi nelle
famiglie, ognuna con i propri pregi e difetti, ma è
comunque interessante imparare qualcosa di nuovo. Credo
che ci abitueremo in fretta, chi più chi meno, ma sarà
per tutti una bellissima avventura.
01/02
Ci
siamo ritrovati alle ore 8.00 al liceo E. Jamot per
l’accoglienza.
Abbiamo avuto l’onore di essere accolti dal Preside del
liceo,dalla rappresentante del consiglio regionale per
l’istruzione della Regione Limousin e da un giornalista
del quotidiano “La Montagne” del dipartimento della
Creuse.
Il
Preside ci ha riservato un’accoglienza calorosa e si è
augurato che il suo liceo possa continuare con gli
scambi culturali. L’assessore invece ha sottolineato
l’importanza di queste esperienze perché sono i giovani
che possono spingere a realizzare una vera unione
europea.
Dopo la colazione gli alunni sono stati suddivisi in
diverse aule per seguire i corsi di varie discipline dei
corrispondenti.
Alle 13.00 abbiamo pranzato alla mensa del Liceo e alle
14.30, divisi in due gruppi, abbiamo visitato Aubusson e
una manifattura di Tapisseries molto famosa.
I monumenti più importanti della città sono: la Tour de
l’Horloge, le pont de la Terrade e le Chapitre.
02/02
Alle
ore 8.00 ci siamo ritrovati a scuola e poi, con il
pullman, siamo andati a Limoges, dove abbiamo visitato
la Cattedrale di Saint Etienne, realizzata in parte in
stile gotico e in parte in romanico. In seguito
abbiamo
osservato il Municipio, edificato nel 1882, ispirato a
quello di Parigi. Di fronte ad esso si trova una fontana
di porcellana pregiata. Di fianco al municipio vi è la
Biblioteca, precedentemente utilizzata come ospedale e
trasformata in seguito.
Addentrandoci per le vie del centro della città, la
giuda ci ha portati in una chiesa, particolare per una
rappresentazione statuaria di Gesù nell’intento di
nutrirsi di un rene di bue.
Abbiamo avuto un’ora libera per pranzare e fare un giro
nei negozi, poi all’una abbiamo ripreso il pullman, il
quale ci ha accompagnato a un villaggio martire, quasi
completamente distrutto dalle SS, che hanno
sterminato tutta la popolazione al suo interno: anche
persone esterne al villaggio sono state uccise, perché
essendo lo sterminio avvenuto di sabato (giorno di
mercato), vennero coinvolte e il numero delle vittime si
elevò di un centinaio. Si contano in totale 642
cadaveri, di cui solo 52 sono stati identificati. Quel
gruppo di SS, composto da ragazzi tra i 16 e i 19 anni,
scelse quel villaggio perché ritenuto troppo
“tranquillo” e incapace di reagire. Oltre ad aver
osservato gli ultimi resti delle mura delle case,
abbiamo visitato la chiesa del villaggio dove furono
sterminate donne e bambini; solo una donna riuscì a
salvarsi e a fornire informazioni fondamentali riguardo
la strage.
Nei pressi del villaggio c’è un cimitero con le tombe di
tutti i defunti, vittime della violenza dei Tedeschi, ma
anche della donna sopravvissuta.
Finita la visita, abbiamo ripreso il pullman per tornare
a scuola. Le famiglie ci hanno infine riporatato a casa
per passare insieme la serata.
 

03/02
Questa mattina ci siamo ritrovati alle ore 8.00 al Foyer
del liceo, per poi recarci al castello di Boussac in
pullman.
Durante il tragitto, verso Auvergne abbiamo ammirato il
bellissimo paesaggio di campagna e le vaches marrons du
Limousin.
Alle 9.30 siamo arrivati a Boussac e alle 10.00 abbiamo
cominciato la visita del castello con la giuda.
Il
castello di Boussac è privato sin dal 1965. Risale al
XII-XIII secolo. Il maresciallo Jean I de Brosse,
compagno di Giovanna D’Arco, lo ricostruì nel 1400.
Abbiamo visitato le sale del castello, arredate con
arazzi antichi e mobili d’epoca.
In questo castello fu scoperto l’arazzo della “Dama con
l’Unicorno”, quindi è un luogo importante per la storia
della tappezzeria.
Il castello è abitato e aperto al pubblico tutto l’anno.
Ogni estate si organizzano delle esposizioni temporanee
di artisti contemporanei.
Al termine della visita, alle ore 11.00 siamo ripartiti
per Aubusson e ogni studente ha pranzato e passato il
resto della giornata in famiglia.
04/02
Questa mattina alle ore 8.00 ci siamo ritrovati a scuola
per poi raggiungere Clermont Ferrand dopo un’ora e mezza
di viaggio in pullman.
Appena arrivati ci siamo diretti verso la Basilica
“Notre Dame du Port” del XII secolo. Per la costruzione
è stata utilizzata la pietra bianca e questo lo pone in
relazione con l’arte romanica, mentre il campanile è in
stile gotico, distrutto durante la Rivoluzione francese
e ricostruito nel XIX secolo. Utilizzando la pietra
vulcanica si è voluto richiamare lo stile Gotico.
All’epoca, la chiesa era un luogo importante perché sede
di scambi commerciali e punto d’incontro dei pellegrini
verso Santiago di Compostela.
Finita la visita ci siamo diretti vers o
il Duomo, in arte Gotica del XIV evidenziata dalla
spiccata verticalità della struttura, dai contrafforti e
dal rosone.
E’ stato costruito in pietra lavica.
All’interno sono presenti dei capitelli che raffigurano
scene della Bibbia in cui vengono rappresentati vizi e
virtù per farli conoscere al popolo analfabeta. Inoltre
è presente un grande deambulatorio che circonda
l’altare. La Cattedrale è dedicata alla Madonna. Sul
fianco destro del Duomo c’è una piazza con una grande
fontana. Sopra di essa c’è la statua di Papa Urbano II
che venne a Clermont Ferrand per predicare la prima
crociata in quanto aveva bisogno di armi e cavalieri per
liberare Gerusalemme.
Alle ore 11.30, ci siamo separati in gruppi per mangiare
e girare per i negozi delle vie del centro.
Ci siamo ritrovati alle ore 14.00 per visitare il museo
di storia naturale Henry Lecoq. Siamo rientrati ad
Aubusson alle ore 17.00 dove abbiamo girato tra i negozi
della città e ogni ragazzo è tornato a casa per passare
la serata in famiglia.
05/02
A
causa di una giornata uggiosa, dopo il ritrovo al foyer
del liceo francese, abbiamo atteso che la pioggia si
attenuasse. Verso le 8.45 siamo partiti dalla Gare
Routiere di Aubusson, direzione Felletin dove vi era un
mercato.
Dopo 30 minuti circa di viaggio in bus e una breve
scarpinata siamo andati in centro dove ci siamo
ristorati in un bar. Alcuni alunni sono andati in una
scuola media di Felletin con la prof. Anais Benedetti,
che insegna Italiano sia a Aubusson che a Felletin, per
interagire con alcuni dei suoi studenti.
Gli altri ragazzi hanno potuto fare una visita della
città e acquistare dei souvenir per le famiglie.
Intorno alle 12.15 siamo tornati al foyer dove ci si è
divisi per pranzare.
Nel pomeriggio parte degli alunni ha partecipato al
Forum dei mestieri.
Di sera ci siamo ritrovati alle 20.00 per la festa
d’addio con i corrispondenti e le famiglie presso il
liceo.
06/02 In Autostrada
Si
torna a casa, l’ultimo giorno di questo scambio
Aubusson-Busto sta per essere scritto, molto a
malincuore.
La festa di ieri sera è stata emozionante: dai nostri
ringraziamenti in lingua francese per tutte le prof. e
gli organizzatori, al ballo in stile “piccola discoteca”
con le canzoni del momento nella sala dove era
organizzata la festa.
È stata una settimana che ci ha insegnato molto, ma non
solo il francese. Abbiamo imparato a stare insieme al
nostro corrispondente, ad essere ospiti di un paese
ricco di storia e di divertimenti tutti insieme,
italiani e francesi, dopo le difficoltà iniziali.
Il primo giorno sembrava tutto difficile, tutto strano,
tutto noioso da vivere. Con il passare dei giorni questa
“paura” si è trasformata in divertimento, in spirito di
amicizia, in voglia di conoscere sempre più qualcosa di
diverso da noi.
Non è affatto gradevole lasciare Aubusson, soprattutto
dopo gli ultimi giorni dove abbiamo legato molto con i
ragazzi francesi.
Partenza alle ore 8.00 dalla Gare Rutière ma questa
volta la destinazione è quella finale, non una città
d’arte come quelle che abbiamo visitato in questi
giorni.
Le solito soste nelle aree di servizio, pranzi negli
autogrill tutt’altro che economici, code per il bagno,
un piccolo tamponamento con una Clio blu ed il viaggio
continua (più o meno velocemente) per ore.
Saremo stati volentieri altri giorni se non settimane ad
Aubusson, ma gli affetti che abbiamo in Italia ci fanno
comunque capire che è ora di tornare a casa.
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