Busto Arsizio      Brema

Quello che ci ha lasciato Brema

Per noi, ventitré ragazzi della 4AL, è stato forse il suono della sveglia alle ore quattro dell’ultimo giorno il primo vero segnale dell’approssimarsi alla conclusione della nostra settimana di scambio a Brema.

Durante il viaggio verso l’aeroporto e le prime formalità all’imbarco, le immagini della festa di addio della sera precedente erano ancora vivide nelle nostre menti, quasi a rendere più difficile un congedo che già sapevamo doloroso. La malinconia tipica delle partenze permeava l’aria intorno a noi, quasi volesse accompagnarci con la sua pesantezza fino all’arrivo a casa. Tuttavia, una volta saliti sull’aereo, mentre migliaia di metri più in basso la Germania scivolava via rapidamente, siamo incredibilmente riusciti a sostituire un mezzo sorriso alla tristezza, ripensando, chi da solo e chi in compagnia, ai momenti vissuti in quella settimana a Brema.
Costanti erano, in primo luogo, nella memoria di ognuno, le immagini del viso del proprio partner e della quotidianità con lui condivisa, la consapevolezza di essere stati parte, anche se per breve tempo, di una nuova famiglia; tuttavia, al di là di questo comune ricordo, sempre differente era ciò che andava di volta in volta a riempire gli occhi di ciascuno di noi.
Spesso si trattava delle gite: Hamburg, con la sua luminosa atmosfera natalizia al calare della sera; Hannover, con i suoi contrasti tra modernità e tradizione; Verden, la cui poesia pareva diretto retaggio di tempi ormai passati; infine le visite al Museo dell’Emigrazione ed all’Universum, durante le quali siamo riusciti anche a divertirci pur trattando tematiche interessanti quanto complesse.
Le ore di lezione, seguite quasi con noia all'Altes Gymnasium nei giorni precedenti, riemergevano ora sotto una nuova luce, come occasioni di arricchimento, di sperimentazione di un modo diverso di vivere la scuola, così come poi il tempo trascorso a lavorare al progetto di Cittadinanza e Costituzione: la diversità sociale, alla partenza un mero argomento scolastico, è riuscita, tramite la discussione ed il confronto con i partner tedeschi, a tramutarsi in vero oggetto di riflessione personale.
Continuamente, inoltre, sullo sfondo di questi pensieri, era possibile distinguere i gotici profili di Brema, del suo duomo e del suo rathaus, ed ancora di luoghi che, forse incontrati durante una semplice passeggiata, erano comunque entrati a far parte della nostra esperienza. Persino i profumi speziati sentiti tra le bancarelle dei Weihnachtsmärkte parevano risvegliarsi, accompagnati all’eco delle chiacchiere e delle risate delle serate trascorse insieme.
Riportati alla realtà dal tonfo dell’atterraggio, eravamo preparati ad accogliere con freddezza l’arrivo in Italia, tuttavia una nuova consapevolezza era cresciuta in noi nelle ore precedenti, liberandoci dalla gravità di ogni addio. Grazie ai nostri ricordi ci eravamo infatti resi conto non solo di ciò che ci lasciavamo alle spalle, ma anche di quello che dalla Germania portavamo con noi. Un tedesco migliorato e più spigliato, la migliore conoscenza di sé e delle proprie capacità maturata con la lontananza da casa, la scoperta delle differenze tra culture pur così vicine, nuovi legami di amicizia, il rafforzamento di quelli già esistenti e la nascita di complicità non solo tra compagni ma anche con i professori accompagnatori: queste sono le impronte lasciate su di noi dalla settimana passata a Brema.

Alessio & Viviana