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Venerdì 16
ottobre, dopo ben undici ore di volo su due aerei
diversi, due ore di attesa ad Atlanta al controllo
immigrazione e sette ore di fuso orario, arriviamo
all'aeroporto O'Hare di Chicago. Da lì veniamo
trasferiti in pullman a Lane Tech College Prep. High
School, ovvero alla scuola che ci ospiterà per i
prossimi dieci giorni. Dopo l’incontro con le rispettive
famiglie, ci dirigiamo finalmente a casa per gustare una
squisita cena che rispecchia pienamente le origini e le
tradizioni dei nostri partner, tra i quali molti latini.
Quindi, scordandoci i tradizionali spaghetti italiani,
ci prepariamo ad affrontare una settimana all'insegna di
hamburgers, patatine fritte, tacos, polpette… in una
città dove i ristoranti si chiamano fast-food e le
bibite per eccellenza sono pop o soda! Questo è solo
l'inizio della nostra avventura di dieci giorni nella
città del vento.
Sabato mattina, rinfrescati da un buon sonno
ristoratore, possiamo affrontare una giornata con le
nostre famiglie ospitanti dedicata a shopping,
divertimento o beneficenza. Già, sembrerà strano ma ci
si può ritrovare in un parco sulle rive del lago a
distribuire magliette a persone vestite da papa, re o
Fred Flinstone. D'altro canto c'è anche chi viene
portato in un gigantesco mall a sette piani per
trascorrere qualche ora a fare compere.
Domenica, il giorno dedicato al riposo, è stato
speso da noi nelle assolate, deserte e gelide strade di
Milwaukee per poi rifugiarci nel tepore del magnifico
museo a forma di nave ideato dall'architetto spagnolo
Santiago Calatrava. Lì abbiamo potuto ammirare alcuni
celebri capolavori di Andy Warhol, Lucio Fontana,
Georgia O'Keeffe e altri grandi dell'arte.
Abbiamo poi pranzato con un ottimo panino da Potbelly
mentre, una volta tornati a Chicago, ci aspettava una
serata con i nostri partner.
Lunedì,entriamo finalmente nel vivo della realtà
scolastica americana, frequentando le lezioni con i
nostri ospiti.
Dopo il pranzo alla mensa dell’istituto (che tanto ci fa
rimpiangere quella del Tosi) incontriamo i simpatici
studenti di italiano.
Programma diverso per martedì: visita Downtown,
il centro della città. Arrivati dopo una corsa contro il
tempo, ci imbarchiamo su un
battello
per poter ammirare gli imponenti grattacieli del Loop di
Chicago tra cui la Willis Tower (già Sears Tower), la
John Hancock Tower, il grattacielo di Donald Trump e gli
altri skyscrapers testimoni dell'epoca d'oro della
Chicago degli anni Venti e successivi. Dopo una breve
pausa per il pranzo da Portillo's (il re del
Chicago-style hot dog) e una doverosa visita alla sede
locale della catena degli Hard Rock Café saliamo fino al
novantacinquesimo piano del Big John (John Hancock Tower)
per ammirare la vista mozzafiato godibile da uno dei
punti più alti della città. Prima del ritorno abbiamo
giusto il tempo per un interessante incontro con il
console italiano Alessandro Motta che, dopo una rapida
presentazione, ci ha spiegato le sue principali mansioni
e l'importanza della carica che ricopre a livello
internazionale concedendoci anche il piacere di trovarci
per qualche attimo in “territorio italiano”.
Sempre a scuola mercoledì e giovedì, con incontri
con varie sezioni: informatica, sportiva e letteraria,
intervallate da simpatiche e interattive lezioni di
italiano.
Venerdì torniamo Downtown. Destinazione
principale l'Art Institute con le sue
innumerevoli opere d'arte. Per fortuna, dopo il meteo
incerto di inizio giornata, la pioggia ci regala una
tregua lasciando spazio a una leggera nebbiolina che
avvolge le cime dei grattacieli facendoli sembrare
infiniti e persi tra le nuvole. Il programma prevede una
tappa alla Buckingham Fountain in Grant Park e alla
scultura the Cloud Gate, conosciuta come “the Bean” (il
Fagiolo), a Millennium Park.
Durante l'ultimo giorno a Chicago, sabato,
alcuni di noi hanno lasciato un po’ di spazio per lo
svago recandosi ad un parco divertimenti non lontano da
Chicago (Six Flags) per passare in allegria le ultime
ore (un po’ malinconiche per via della partenza
imminente) di questo stupendo viaggio in compagnia dei
partner.
Domenica 25 : Pronte le valigie?! Salutiamo i
nostri amici nel parcheggio di Lane Tech in una giornata
di sole coronata da una pioggia di lacrime con la
speranza e la promessa di rivederci tra pochi mesi.
Pensavate fosse finita vero?! Dopo la prima tranche di
viaggio, da Chicago a Roma, mentre speravamo di essere
tranquilli sulla via di casa, gli imprevisti
aeroportuali a Roma ci hanno prima obbligati ad una
corsa disperata facendo lo slalom tra i viaggiatori e
poi costretti ad attendere l'arrivo dell'aereo che ormai
pensavamo di aver perso. Quando non sembrava poterci
essere più nulla ad ostacolare il nostro ritorno a casa
ci accorgiamo che, a causa di un problema di
overbooking, i nostri posti sono già occupati. Il tempo
di trovare nuovi posti e veniamo gentilmente informati
dal comandante di un ulteriore ritardo di trenta minuti.
Ormai esausti e frastornati dal “jet lag” giungiamo a
destinazione e ci prepariamo a ricominciare a vivere la
vita italiana quotidiana!
Esperienza estenuante certo, intensa, dettata da ritmi
serrati che avevano come scopo principale quello di
poter vivere il più possibile questa città dalle
svariate sfaccettature!
I dovuti e sentiti ringraziamenti
vanno alla Prof.ssa Rita Reina, che con grande capacità
organizzativa ci ha guidati in questo nostro percorso
attraverso la “Windy City” e ovviamente al nostro
preside, Prof. Benedetto Di Rienzo,che ha promosso e
sostenuto il tutto, mantenendo così la nomina
dell’I.T.C. Tosi di Busto Arsizio come scuola dinamica e
sempre pronta a stabilire nuovi contatti con realtà non
solo di carattere nazionale o europeo, ma anche
spingendosi verso le istituzioni extraeuropee.
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