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Tutto comincia al risveglio, la mattina del 21 marzo,
quando ormai si sta materializzando il sogno di partire
tutti insieme, noi della 4CC, alla volta della Francia
nella piccola città di Le Teil, lungo le rive del
grande Rodano. Eh sì, tocca a noi recarci per una
settimana presso i nostri amici francesi, i
corrispondenti che avevamo ospitato nel mese precedente
e che avevamo lasciato con immensa tristezza anche se
con la promessa sicura di un arrivederci a presto.
Dopo un lungo viaggio di otto ore in pullman, allietato
da canti, barzellette, battute spiritose, risate, giochi
enigmistici e pisolini d ’obbligo, considerata la
levataccia domenicale, arriviamo nel dipartimento dell’Ardèche
alle ore 15 e il gruppo dei nostri amici francesi è già
in attesa con le famiglie nel parcheggio della scuola:
l’entrata è trionfale e l’accoglienza è talmente
calorosa che gli autisti del nostro mezzo fanno fatica a
far manovra per posteggiare.
Ognuno di noi vive poi l’esperienza personale di
vita in famiglia in modo diverso ma con la componente
comune del la disponibilità e della gentilezza: trovarsi
in un ambiente nuovo, lontani dalla propria famiglia è
un banco di prova di notevole importanza , non solo per
capire se stessi e la propria capacità di adattamento
ma anche per scoprire o completare dal vivo le
informazioni sullo stile di vita di un paese straniero.
La settimana trascorsa a scuola è altrettanto utile
per affinare le nostre conoscenze linguistiche,
culturali o semplicemente empiriche: si alternano
giornate di lezione, come regolari studenti francesi,
nelle classi di assegnazione, dove spesso ci delude
l’accoglienza tiepida da parte dei docenti che
continuano imperterriti la loro lezione senza badare
troppo a noi, a momenti in cui tutta la 4CC si ritrova
ad approfondire al computer questionari relativi agli
aspetti geografici, turistici, economici e sociali della
regione francese Rodano-Alpi oppure questionari inerenti
le successive visite guidate a Nîmes e ad Avignone,
accuratamente predisposti dalla docente francese, Madame
Juliette Dupret.
Visitiamo Nîmes in compagnia dei nostri
corrispondenti: l’arena, costruita dai Romani è
imponente e ben tenuta, con spazi sconfinati, gradoni
alti e corridoi lunghi e intricati. Tutto ci riporta
mentalmente agli spettacoli delle lotte tra gladiatori,
anche perché prima della visita abbiamo assistito ad un
eloquente filmato in 3D sulla storia di questo
anfiteatro. Ritorniamo al presente, per le vie della
città dove ci imbattiamo in parate di giovani liceali
che festeggiano chissà quale carnevale, vestiti da
personaggi disneyani, infermieri, hostess e altro
ancora, in un gioco di colori, risate e divertimento.
Avignone ci accoglie con l’imponenza del suo Palais
des Papes: visitiamo l’interno ripercorrendo, sulla base
del racconto della guida turistica, la storia della
Cattività Avignonese, nelle sale immense, fredde e
tetre. D’obbligo poi la passeggiata al Pont Saint
Bénézet dove ascoltiamo la leggenda legata alla sua
creazione e scattiamo foto in gran quantità.
L’ultimo giorno in Francia arriva troppo presto: i
saluti, gli abbracci, le lacrime, i sorrisi per il
partner francese che sale sul pullman, si mescola
abilmente a noi e fa saltare due volte il conteggio
delle insegnanti italiane…La partenza è triste ma piano
piano ci conforta la sensazione di aver vissuto
un’esperienza emozionante e ricca di scambi reciproci di
amicizia e cultura.
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