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La tradizione dell’itc Tosi prevede
lo scambio di classe al quarto anno di studio, questo è
il motivo per cui molti studenti e famiglie scelgono
proprio il nostro Istituto tra le scuole cittadine.
Certo, alcuni di noi, con buoni risultati scolastici,
possono gia’ sperimentare l’esperienza fin dal terzo
anno; ma e’ nel quarto che la classe intera realizza il
sogno di una settimana insieme, in un altro paese, con
nuovi amici nelle loro famiglie. L’attività è preceduta
da tanto fermento:emotivo e di lavori da preparare,
inerenti al tema dello scambio. La nostra avventura in
terra spagnola comincia in un soleggiato e tanto atteso
giorno di novembre, precisamente il 3 e durerà dieci
giorni anzichè la settimana solitamente prevista: siamo
privilegiati perchè proprio la nostra classe, la IV BL e
sei ragazzi della IV AI, è stata scelta per partecipare
a un progetto Comenius che prevede questa durata.
Atterrati nella storica città di Valencia, il viaggio in
treno verso Villareal sembrava interminabile, cercavamo
intanto di mettere alla prova il nostro spagnolo
allenandoci in immaginari, ma possibili, dialoghi con le
rispettive famiglie di accoglienza, il tutto in modo più
esasperato, poichè l’adrenalina aumentava, che utile.
Cosa ci attendeva? Una moltitudine di visi allegri ci
accolse con la nostra stessa trepidazione: l’incontro
con l’altro, il compagno, la famiglia, la nostra nuova
casa; lo scambio è tutto questo, un salto nel vuoto dove
ti devi arrangiare da solo senza il conforto dell’amica
o della mamma. È li che capisci il valore di una buona
preparazione linguistica e umana. La prima serata in
famiglia preannunciava ciò che avremmo vissuto nei
giorni successivi all’Istituto Broch I Llop. I tocchi di
una campana, invece del suono stridulo della nostra
campanella, ci hanno segnalato un primo elemento di
“diversità”. Entrando nelle classi abbiamo avuto modo di
notare come il rapporto con i docenti sia meno formale
rispetto alla scuola italiana, la preside Lucia viene
chiamata per nome dai suoi studenti. Due nostri compagni
in una chiacchierata con lei le hanno spiegato la nostra
organizzazione, gli orari, l’uso delle aule e il tutto è
avvenuto con grande naturalezza, senza l’ansia
dell’incontro ufficiale con chi dirige. I tempi della
giornata qui sono diversi: gli spagnoli sono soliti
pranzare verso le 15.00 e durante la mattinata è
d’obbligo,verso le 11, “el almuerzo” con un grande
panino ripieno di tortilla o rosquilletas alle “pipas”
(grissini ai semi di girasole). Dopo il pranzo nella
loro abitudine viene la “siesta”, ma noi raramente
abbiamo avuto il piacere di effettuarla perchè la nostra
giornata è sempre stata pienissima di impegni. La cena
in famiglia poi, sembra non arrivare mai....quando ci
sediamo a tavola si guarda l’orologio e.......sorpresa.....sono
le 22.00!!!!! La fortuna dei ragazzi che vivono a
Villareal consiste nella facilità di spostamento che
permette loro di raggiungere in poco tempo scuola,
luoghi d’incontro e di divertimento solo con le proprie
gambe: svoltato l’angolo c’è la discoteca e più in là,
proprio nel centro città, lo stadio del Villareal!!
“Adéu” ma questo è portoghese?!? Nooo!!! È valenciano,
la lingua comunemente parlata oltre allo spagnolo. I
residenti sono perfetti bilinguisti e noi cerchiamo di
seguirli in questo slalom linguistico tra parole
conosciute e altre che hanno suoni simili al nostro
dialetto bustocco. Lo scambio risulta sempre
un’occasione per farsi nuovi amici e rafforzare i
rapporti nella nostra stessa classe; sorprende che
italiani e spagnoli si siano amalgamati così facilmente
come una grande famiglia: si ride, si scherza e intanto
si fa esperienza e si impara a vicenda il linguaggio dei
giovani. In questo scambio sviluppiamo un tema di
lavoro: lo studio comparato dello sviluppo delle due
città Busto e Villareal, sia dal punto di vista
urbanistico che delle tipologie edilizie in funzione
dello sviluppo socio-economico. Noi abbiamo presentato
con slides in power point la nostra città, la sua
storia, le sue abitazioni. Loro ci hanno portato in giro
per la città così abbiamo potuto vedere le loro case
tutte disposte in fila lungo i margini della strada e le
ville con giardino fuori citta, abbiamo camminato tra
gli aranceti per vedere le “alquerías”, case di campagna
usate dai contadini e per lo più in stato di abbandono
perchè la città da agricola è divenuta industriale. Ora
grandi fabbriche invadono gli spazi che un tempo erano
degli aranceti e dei mandarineti. Abbiamo visitato la
più moderna e famosa di queste aziende: Porcelanosa.
Abbiamo osservato tutto il processo produttivo, dal
momento in cui la piastrella è ancora polvere, al
momento in cui diventa parte integrante della casa. A
noi sorge una domanda: perchè Villareal è rinomata per
la produzione di piastrelle destinate al mercato
internazionale? Negli anni 40 una nevicata aveva
distrutto le coltivazioni di arance provocando una grave
crisi economica locale. Si è dunque pensato di
affiancare all’attività contadina una nuova tipologia di
industria: quella ceramica, una tradizione risalente
alla dominazione araba. Licht motif delle nostre
attività è stato un terribile vento che ci ha
accompagnato e ci sospingeva in avanti ad ogni passo. In
particolare il vento è stato protagonista della giornata
in cui abbiamo visitato Morella, caratteristico paesino
di montagna dominato da un castello medioevale in
rovina, e Peñiscola una località balneare ricca di
abitazioni bianche che creano un contrasto pittoresco
con il blu intenso del mare. Tutto il nostro racconto
non basta per rendere l’idea di quello che è stato il
nostro percorso: tante emozioni, immagini, risate,
parole, voglia di condividere esperienza con i nostri
amici stranieri. L’addio che oggi a malincuore siamo
costretti a dire sarà solo un arrivederci nell’attesa
del nuovo incontro. |